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15 anni prima di Disclosure Day, Steven Spielberg ci aveva mostrato gli alieni con questa serie dimenticata da molti

A distanza di anni, con Giorno della divulgazione Steven Spielberg è tornato ancora una volta a confrontarsi con il rapporto tra l’umanità e gli alieni. Dalla meraviglia de Incontri ravvicinati del terzo tipo all’invasione de La guerra dei mondiil regista ha spesso utilizzato i contatti con i visitatori provenienti dallo spazio per indagare aspetti specifici dell’umanità.

Eppure, quindici anni prima dell’arrivo di Giorno della divulgazionelo stesso Spielberg ci aveva già regalato un’altra storia a tema invasione extraterrestre in una serie televisiva che oggi in pochi ricordano. Si tratta di Cieli che cadonoambizioso sci-fi post-apocalittico andato in onda tra il 2011 e il 2015 e capace di proporre una visione sorprendentemente diversa del genere.

Creata da Robert Rodat, sceneggiatore premio Oscar per Salvate il soldato Ryane prodotta da Spielberg attraverso Amblin Entertainment, la serie ha raccontato le conseguenze di una devastante invasione aliena da una prospettiva profondamente intima e personale, trasformando la lotta per la sopravvivenza in una storia di famiglia, perdita e speranza.

La storia segue Tom Mason, interpretato da Wyle, un ex professore di storia che si ritrova nei panni di leader della resistenza umana dopo una sorprendente invasione extraterrestre. Quando la serie prende il via, il peggio è già accaduto, con il novanta per cento della popolazione mondiale spazzato via e le istituzioni ormai crollate. Insomma, l’umanità ha perso la guerra ancora prima che gli spettatori entrino in scena.

Questa prospettiva ha reso Cieli che cadono particolarmente accattivante. Più che raccontare lo scontro con gli invasori, la serie si concentra infatti sulle conseguenze della sconfitta. I protagonisti non devono soltanto affrontare una minaccia aliena superiore, ma anche trovare un modo per continuare a vivere in un mondo che non esiste più. Sopravvivere, proteggere i propri figli, costruire nuove comunità e conservare un briciolo di speranza diventano domande importanti quanto la lotta contro il nemico.

Il tema della famiglia occupa un ruolo centrale nell’intera narrazione della serie, un elemento che richiama da vicino molte delle opere più amate di Spielberg. Cieli che cadono costruisce infatti gran parte della propria forza emotiva attorno ai rapporti tra i personaggi, rendendo la posta in gioco molto più personale e coinvolgente. Non sorprende quindi che, pur non avendo scritto o diretto la serie, Spielberg abbia lasciato un segno evidente sul progetto, come ribadito in più riprese dallo stesso Noah Wyle.

Il fattore umano è in fin dei conti l’elemento che ha permesso a Cieli che cadono di invecchiare così bene. A differenza di molte storie di invasioni aliene che puntano soprattutto sulla spettacolarità o sugli aspetti tecnologici, la serie mette al centro le persone e il modo in cui reagiscono a una tragedia impossibile da comprendere fino in fondo.

Oggi, con Disclosure Day che ha riportato il contatto con le civiltà aliene al centro dell’immaginario fantascientifico, Cieli che cadono merita più che mai di essere riscoperta da un pubblico più ampio, perché dietro la sua premessa classica si nasconde una storia capace ancora oggi di distinguersi nel vasto panorama della fantascienza televisiva.

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Foto: MovieStillsDB /Axelle/Bauer-Griffin/FilmMagic / Getty Images

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