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L’amore non va in vacanza e l’importanza di essere i protagonisti della nostra vita

C’è un motivo se L’amore non va in vacanza continua a tornare nei nostri pensieri ogni Natale, anche per chi giura di non amare più le commedie romantiche. Non è solo una questione di atmosfera natalizia o di abitudini televisive: è che questo film intercetta un bisogno molto preciso, quello di credere – almeno per un paio d’ore – che l’amore possa essere gentile, non traumatico. Che esistano le famose bandiera verde e che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo trovarle. Rivederlo ogni anno significa concedersi una sospensione dal cinismo contemporaneouna parentesi in cui i sentimenti non devono essere spiegati o giustificati.

La regista Nancy Meyers costruisce un mondo che non pretende di essere realistico, ma solo profondamente umano. È una storia che si appoggia su un’idea semplice (cambiare luogo per cambiare sguardo) e la usa come pretesto per parlare di persone che hanno smesso di ascoltarsi. In questo senso, il Natale non è il tema centrale, ma una cornice: un tempo sospeso in cui è ancora concesso rallentare.

La commedia romantica che non riusciamo a smettere di amare, anno dopo anno

L'amore non va in vacanza, Kate Winslet e Jack Black
L’amore non va in vacanza, Kate Winslet e Jack Black

La storia la sappiamo a memoria, ma vale la pena ripassarla: Amanda Boschi (Cameron Diaz) è una produttrice di trailer cinematografici di Los Angeles, appena uscita da una brutta rottura; Iris Simpkins (Kate Winslet) è una giornalista inglese romantica e ingenua, ancora invischiata in un amore non corrisposto. Due donne diverse, due continenti diversi, ma un problema in comune: hanno il cuore spezzato e bisogno di cambiare aria.

Complice un sito di scambio casa, le due si “scambiano la vita” per le vacanze. Ecco allora che Iris vola nella soleggiata California e si ritrova catapultata in una villa di lusso con piscina a Hollywood, mentre Amanda approda in un pittoresco cottage innevato nel Surrey (che nella realtà non esiste, purtroppo) sperduto nella campagna inglese. L’idea è quella di Prendersi una pausa dalle delusioni d’amorema come ci ricorda il titolo italiano (in originale è La vacanza), l’amore non va in vacanza davvero! Nel giro di pochi giorni, infatti, entrambe le protagoniste fanno incontri destinati a cambiare le loro vite.

L’amore non va in vacanza: un film sulla stanchezza emotiva

Se lo si guarda con attenzione, L’amore non va in vacanza non è davvero un film sull’innamorarsi, ma sullo sfinimento. Amanda e Iris sono due donne esaustenon solo sentimentalmente. Una è intrappolata in una corazza emotiva che le impedisce di sentire realmente, di essere se stessa, l’altra in una disponibilità affettiva che la consuma. Il film parte da qui: da due modi opposti ma ugualmente tossici di stare al mondo.

Lo scambio di casa è sì una fuga, ma per trovare se stesse. Amanda (Cameron Diaz) non sa più cosa fare con il proprio successo, Iris (Kate Winslet) non sa più cosa fare con la propria gentilezza. Entrambi hanno bisogno di risparmiare per qualche giorno, di non essere riconosciute, di non dover rispondere alle aspettative altrui. In questo senso, il film parla sorprendentemente bene al presente, molto più di quanto si sia portati a pensare. Racconta il esaurimento prima che diventasse una parola di moda.

Personaggi che non vogliono essere salvati

L'amore non va in vacanza, Jude Law
L’amore non va in vacanza, Jude Law

Uno degli aspetti meno celebrati del film è che nessuno dei protagonisti viene “salvato” dall’amore. Graham (Jude Law) e Miles (Jack Black) non arrivano come soluzioni, ma come possibilità di qualcosa di diverso. Il primo è affascinante certo (per usare un eufemismo), ma anche fragile, radicato in una quotidianità fatta di responsabilità e solitudine. Miles, d’altro canto, non è un principe azzurro, non ha grandi gesti pronti all’uso, anzi è un po’ un nerd della musica e proprio per questo risulta credibile.

Il film in questo senso non racconta l’amore come riscatto, ma come riconoscimento. Iris infatti non diventa improvvisamente forte grazie a Miles, lo diventa perché inizia a vedersi attraverso uno sguardo diverso. Impara ad essere finalmente protagonista della sua vitacome le ricorda un eccezionale Eli Wallach nei panni dell’anziano vicino a casa. Amanda non impara a piangere a comando, né per Graham, né per altri. Impara però a restare, a mostrarsi. È una differenza sottile, ma fondamentale, che distingue L’amore non va in vacanza da molte commedie romantiche di quegli anni.

Questa rappresentazione meno stereotipata sia degli uomini che delle donne dà al film una marcia in più, perché rende i protagonisti persona vere di cui ci importa davvero. Alla fine vorremmo tutti essere amici di Iris e Miles, o avere un fratello come Graham da presentare all’occorrenza. O, ancora meglio, essere al posto di Amanda.

Nancy Meyers, L’amore non va in vacanza e il cinema del comfort

L'amore non va in vacanza, Cameron Diaz
L’amore non va in vacanza, Cameron Diaz

Definire L’amore non va in vacanza un “film di conforto” non vuol dire trattarlo con sufficienza, vuol dire ammettere che Nancy Meyers sa fare una cosa rara, cioè costruire un film che ti fa respirare. Non prende a gomitare con le battute a tutti i costi, non trascina nel melodramma ma lascia entrare nella storia piano piano facendoci assaporare le diverse atmosfere di Los Angeles e del borgo inglese.

E sì, si sente che dietro c’è uno sguardo femminile sull’amore. Non perché “le donne sono così” (evitiamo le generalizzazioni), ma perché il film guarda alle sue protagoniste con una cura particolare: non le giudica, non le ridicolizza quando sono vulnerabili, non le trasforma in un esempio da seguire. Invece le osserva mentre si rimettono in piediun passo alla volta, e dà valore ai dettagli: la casa come rifugio, la routine che cambia, la stanchezza che finalmente si scioglie.

Naturalmente, essendo un film delle Feste, non manca l’atmosfera natalizia. Dalla neve soffice del Surrey alle lucine scintillanti in California, ogni scena è pervasa da quello spirito accogliente che ci fa venire voglia di caminetto e cioccolata calda. E il tocco della regista si vede anche qui, nel modo in cui riesce a mescolare l’eleganza britannica (l’adorabile cottage di Iris, le cene al pub, le passeggiate nei paesini addobbati) con il fascino hollywoodiano (la villa da sogno di Amanda con tanto di piscina e studio cinematografico personale). Questo contrasto tra due mondi opposti crea un mix irresistibile: chi guarda finisce per desiderare sia di perdersi in un villaggio innevato dell’Inghilterra, sia di prendere il sole in California in pieno dicembre!

Scene iconiche e atmosfera da film che fa sentire bene

Signor Tovagliolo
L’amore non va in vacanza – Signor Tovagliolo

Oltre ai personaggi, L’amore non va in vacanza ci ha regalato una serie di scene memorabili che contribuiscono al suo status di cult. Come dimenticare i finti trailer della vita di Amanda, con la voce narrante epica che parte nei momenti meno opportuni facendoci ridere a crepapelle? Oppure il tenerissimo gioco del Mister Tovagliolo con cui Graham diverte le sue bambine, beccato da Amanda in un momento di buffa debolezza. E che dire del cameo a sorpresa di Dustin Hoffmann nel negozio di noleggio film (un tocco vintage che ci colpisce al cuore ogni volta), mentre Miles improvvisa la colonna sonora de Lo squalo al pianoforte? Sono piccoli grandi momenti che strappano sorrisi e sottolineano la cura con cui il film è scritto.

Alla fine dei giochi, perché è diventato così amato? La risposta è tutto sommato semplice: è una commedia romantica che ci fa stare bene. Ci coccola con buoni sentimenti sinceri, ci avvolge con la sua positività e speranza e quando scorrono i titoli di coda, ci sentiamo più leggeri e rasserenati, riconciliati con il mondo. Non è un caso se molti di noi riguardano ogni Natale quasi come terapia anti-stress delle Feste!

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