Prima ancora del suo debutto ufficiale, il nuovo spin-off ambientato a Westeros sembra aver posto le basi per un traguardo che nessuna serie del franchise ha mai raggiunto. Un cavaliere dei sette regniin arrivo su HBO il 18 gennaio 2026potrebbe infatti diventare la serie più longeva dell’universo di Game of Thronessuperando persino lo spettacolo originale.
La prima stagione sarà adatta Il Cavaliere Errantela novella pubblicata da George RR Martin nel 1998 e parte del ciclo dei Racconti di Dunk e Egg. Una differenza di quanto accaduto con Game of Thronesperò, il problema principale non è tanto la mancanza di materiale di partenza immediata, quanto ciò che potrebbe arrivare dopo. Martin non pubblica una nuova storia dedicata a Dunk ed Egg dal 2010 e ha ribadito più volte di non voler scrivere altro finché non completerà I venti dell’invernocreando da anni un evidente collo di bottiglia narrativa per l’intero franchising.
Eppure, dietro le quinte, la situazione appare meno statica di quanto sembri. Il creatore della serie Ira Parker ha rivelato che Martin avrebbe già elaborato 10–12 soggetti e contorni per future storie di Dunk ed Egg, condividendoli direttamente con la produzione. Se questi materiali dovessero essere effettivamente sviluppati sullo schermo, Un cavaliere dei sette regni potrebbe avere carburante narrativo sufficiente per un numero di stagioni mai visto prima a Westeros.
Naturalmente, parlare di una serie da dieci o quindici stagioni prima ancora della messa in onda del primo episodio sarebbe prematuro. Molto dipenderà dalla risposta del pubblico e dalla capacità dello spettacolo di mantenere ascolti solidi nel tempo. Tuttavia, il nuovo spin-off parte con un’impostazione profondamente diversa rispetto ai suoi predecessori, ed è proprio questo a renderlo un candidato credibile per una lunga durata.
Una differenza di Casa del Dragocostruita come una grande epopea tragica fatta di draghi, guerre e cast corali imponenti, Un cavaliere dei sette regni punta su episodi più brevi, una narrazione più intima e un budget decisamente più contenuto. Una scelta che, paradossalmente, potrebbe trasformarsi in un vantaggio. Meno complessità produttiva significa maggiore regolarità, e HBO ha già espresso l’intenzione di mantenere una cadenza costante, con la seconda stagione prevista per il 2027.
In questo senso, lo spin-off di Dunk ed Egg potrebbe offrire ciò che Casa del Drago ha faticato a garantire: continuità. Con la saga della Danza dei Draghi destinata a concludersi dopo quattro stagioni, la nuova serie potrebbe superarla rapidamente in termini di longevità, consolidandosi come il pilastro seriale principale del franchise.
L’ultimo vero termine di paragone resta ovviamente Game of Thrones. Con le sue otto stagionila serie originale rimane un colosso televisivo, ma molti fan ricordano come, tra la quinta e la sesta stagione, fosse diffusa l’idea che lo spettacolo potesse arrivare tranquillamente a dieci o dodici stagioni. La chiusura anticipata, unita alla forte delusione per il finale, ha lasciato una sensazione di incompiutezza che ancora oggi pesa sull’eredità della saga.
È proprio qui che Un cavaliere dei sette regni potrebbe giocare la sua carta più forte. Invece di puntare su un evento televisivo mastodontico e irregolare, lo spin-off sembra proporsi come una serie da lungo corsopiù piccola nelle ambizioni spettacolari ma più solida nella costruzione narrativa. Una storia capace di accompagnare gli spettatori nel tempo, senza la pressione di dover continuamente alzare la posta in gioco.
Se riuscirà davvero a mantenere questa promessa, il nuovo spin-off non solo potrebbe infrangere un record interno al franchise, ma anche dimostrare che l’universo di Game of Thrones può prosperare anche senza draghi e grandi battaglieaffidandosi invece alla forza dei personaggi, alla continuità ea una narrazione paziente. Un cambiamento di paradigma che, per Westeros, potrebbe rivelarsi più rivoluzionario di quanto sembri.
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