Negli ultimi anni, Netflix ha cercato più riprese di sfornare il delitto perfettoun film o una serie che coinvolgerà il pubblico al punto da far scattare l’effetto “binge watching compulsivo”. L’ultima fatica è appena approdata in piattaforma, ed è uno dei risultati più interessanti di questa sperimentazione: si intitola Due forze opposte (nemesiin originale) ed è un thriller poliziesco composto da otto episodi co-creato da Courtney A. Kemp e Tani Marole.
In apparenza, lo spettacolo racconta la classica storia “poliziotto contro criminale”ma con un taglio molto più moderno, psicologico ed elegante, strizzando l’occhio con grande consapevolezza e rispetto alle storie più famose del genere, a cominciare da Calore di Michael Mann. I protagonisti sono due uomini ossessionati l’uno dall’altro. Da una parte abbiamo Coltrane Wilder (Y’lan Noel)un ladro professionista dalla personalità estremamente metodica, controllata e disciplinata. Wilder considera ogni rapina come una sofisticata ed elegante architettura, rifugia la violenza e non sopporta che qualcosa non vada secondo i piani. Dal versante opposto c’è invece Isaiah Stiles (Matthew Law)un detective della polizia di Los Angeles che cerca da anni di incastrare Wilder e la sua squadra per una serie di rapine e omicidi. La caccia lo ha consumato così tanto che ha distrutto completamente la sua vita personale: ogni momento della sua vita è assorbito dal suo obiettivo, al punto che il suo matrimonio sta fallendo e il figlio adolescente si è allontanato da lui.
Nulla di nuovo sotto il sole, insomma: il detective ossessionato dal suo obiettivo, il ladro infallibile, una serie di crimini commessi nell’alta società di Los Angeles, le atmosfere noir, i drammi personali dei due protagonisti… Due forze opposte non pretendere di sembrare originale nei suoi elementi essenziali, ma lo fa piuttosto nella modernizzazione degli stessi, a partire dall’ambiente fino alla forte attenzione per i temi della famiglia, dell’identità personale vs l’identificazione con il proprio ruolo lavorativo e della pressione sociale. L’interesse degli autori, insomma, non risiede nel classico conflitto “buono contro cattivo”: entrambi i protagonisti sono moralmente ambiguiconsumati dalle loro ossessioni e in qualche modo corrotti. Al contrario, Due forze opposte riconosce che qualsiasi istituzione e qualsiasi ruolo, che sia la divisa di un poliziotto o la maschera di un ladro, finisce per cambiare i nostri connotati, se perdiamo di vista noi stessi. Proprio per questo, a differenza di molti crime o noir che si concentrano solo sul percorso dei protagonisti, questa serie Netflix pone molta attenzione sul cast dei comprimari, ad esempio dando delle sottotrame interessanti e convincenti ai personaggi di Ebano Wilder (Cleopatra Coleman)moglie e complice di Coltrane, o di Candice Stiles (Gabrielle Dennis)la moglie di Isaiah.
La vera forza di questa serie è quindi la capacità di prendere la formula del crime classico e reinterpretarla attraverso personaggi fragili, moderni e moralmente ambigui, senza mai dimenticarsi i loro ruoli nel contesto contemporaneo (non è un caso, infatti, che entrambi i protagonisti, seppur ai due lati opposti della barricata, siano due uomini neri). Il risultato è un thriller elegante, caotico e volutamente sopra le righe, che trasuda carisma, tensione emotiva e autodistruzione. Una serie che sa perfettamente come creare dipendenza: ogni episodio termina con la sensazione che qualcosa di devastante sta per accadere, trasformando la frase «ne guardo ancora uno» in una maratona che dura tutta la notte.
Fonte: Collisore
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