Il orrore cinematografico ha sempre suscitato un fascino incredibile, soprattutto per chi è cresciuto negli anni ’90. Erano anni in cui questo settore era particolarmente prolifico e in cui sono state gettate le basi di tutti quei sottogeneri che oggi ci portano al cinema alla ricerca di quel brivido in più.
Erano anche altri tempi: tra una videocassetta passata sottobanco, il palinsesto televisivo che trasmetteva di tutto in prima serata ei fratelli o cugini più grandi che proponevano di trasgredire alle regole, ogni millennial nato negli anni ’90 si è inevitabilmente ritrovato davanti allo schermo molto prima di avere l’età giusta per vedere certi film. Tra mostri, assassini e creature soprannaturali, questi lunghimetraggi ci hanno regalato notti insonni o piccoli traumi. Qual è quello che vi ha terrorizzato di più?

Il progetto Blair Witch
Prima dell’uscita di questo film, nessuno aveva timore a entrare in un bosco per una passeggiata. Dopo? Era sufficiente un rumore tra gli alberi per convincerci che la fine fosse vicina. Descrivere l’impatto di Il progetto Blair Witch a coloro che non hanno vissuto gli anni della sua uscita e la grande campagna mediatica che lo ha accompagnato è praticamente impossibile. Al tempo, il passaparola aveva convinto molti spettatori che si tratta di un vero documentario. Inutile dire che tanti ragazzini degli anni ’90, pur non essendo grandi abbastanza, hanno comunque trovato il modo di prendere parte a questo fenomeno di massa. E se siete tra di loro, probabilmente avete evitato campeggi e gite scolastiche per qualche anno.

Il sesto senso
Sulla carta era “solo” un thriller psicologico con elementi di horror soprannaturale. In realtà, era quel film che ci faceva fissare il corridoio di casa con un po’ troppa apprensione. Incentrato su uno psicologo infantile alle prese con un giovane paziente che sostiene di poter parlare con morti e fantasmi, Il sesto senso è uno degli horror più conosciuti degli anni ’90, ricordato soprattutto per l’incredibile colpo di scena finale. Anche in questo caso, molti bambini dell’epoca sono riusciti a vederlo prima del tempo, sfruttando il fatto che non era tecnicamente un horror e trovandosi così di fronte a temi e atmosfere piuttosto cupe e pesanti per la loro giovane età.

L’Anello
Un altro successo incredibile, questa volta dei primi anni 2000. La videocassetta maledetta, la telefonata e Samara che esce dallo schermo hanno traumatizzato un’intera generazionerendendo questo remake di un’opera giapponese uno degli incubi più ricorrenti di quegli anni. Il film prendeva oggetti di uso comune e li trasformava in qualcosa di terrificantedimostrando che non servivano mostri o effetti speciali strabilianti per incutere timore. Non esattamente il tipo di esperienza cinematografica che un ragazzino avrebbe dovuto fare.

ESSO
La coulrofobia è la paura irrazionale dei clown, scatenata soprattutto dalla percezione del trucco pesante e innaturale, che deforma l’essere umano rendendolo grottesco e quasi “mostruoso”. Una fobia che per molti è iniziata proprio negli anni ’90, con il pagliaccio Pennywiseinterpretato magistralmente da Tim Curry. Considerato uno dei personaggi più spaventosi di tutto il cinema horrorha terrorizzato e reso insonni le notti di milioni di bambini. Da quel momento non abbiamo più guardato con gli stessi occhi i tombini, i palloncini e le feste di compleanno.

Candyman
Molto prima che Internet trasformasse le leggende metropolitane in fenomeni virali, Candyman aveva già insegnato a un’intera generazione che alcune storie è meglio non metterle alla prova. La trama è incentrata sulla leggenda di un assassino armato di uncino che viene invocato ogni volta che si pronuncia per cinque volte il suo nome davanti a uno specchio. Con la sua atmosfera cupa, l’inquietante interpretazione di Tony Todd e una colonna sonora ipnotica, Candyman è uno di quegli horror che si infilavano nella testa senza bisogno di effetti speciali esagerati. Scommettiamo che, da piccoli, anche voi avete provato almeno una volta il trucchetto dello specchio…
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