Si dice che i film d’animazione siano ad uso e consumo esclusivamente dei bambini ma sappiamo tutti che non è affatto così. “L’animazione non è un genere solo per bambini” ha sottolineato Enzo D’Alò durante un’intervista rilasciata a Dario Moccia “C’è bisogno di instaurare una cultura diversa sull’animazione” ha ribadito il regista, animatore e sceneggiatore napoletano di lungometraggi cinematografici che mettono al centro la fantasia e che sono il fiore all’occhiello dell’industria dell’animazione italiana.
Il Natale si sa, è anche un momento in cui gli adulti amano rifugiarsi nell’infanzia e D’Alò torna puntualmente a riempire i ricordi attraverso i suoi film che parlano ai più piccoli senza dimenticare i più grandi, che di poesia e tenerezza, soprattutto di questi tempi ne hanno davvero bisogno. I suoi film, spesso tratti da opere letterarie amatissime, hanno conquistato una generazione e oggi rappresentano un piccolo patrimonio culturale italiano, fatto di avventure straordinarie e temi universali.
Prima che l’animazione diventi terreno di imponenti colossi internazionali, D’Alò aveva già sperimentato linguaggi, ibridazioni e racconti visivamente ricchi, sostenuto da musiche indimenticabili e personaggi che toccano corde intime. I suoi mondi sono abitati da creature che lottano per la libertà, animali che imparano a vivere tra specie diverse, bambini che cercano il proprio posto nel mondo. Al centro, sempre, l’idea che l’immaginazione sia un atto di resistenza e che il tempo – quello dell’infanzia soprattutto – meriti di essere custodito.
Un Natale all’insegna delle opere di Enzo D’Alò
Tra le opere che più hanno segnato il suo percorso ci sono cinque titoli che, ancora oggi, tornano puntualmente durante le festività: La freccia azzurra (1996), La gabbianella e il gatto (1998), Momo (2001), Opopomoz (2003) e Pinocchio (2012). Ognuno racconta una storia diversa, ma tutti condividono la stessa capacità di far brillare le feste con una ricetta in cui magia, ironia e sentimento la fanno da padrona.

La freccia azzurra: Tratto dal romanzo di Gianni Rodari, La freccia azzurra è un classico che ci riporta un pò sui banchi di scuola a ridosso delle feste natalizie, ma è molto più di un rituale natalizio: è un racconto sulla giustizia e sulla solidarietà. I giocattoli che fuggono dal negozio della Befana per raggiungere i bambini che li desiderano davvero non sono soltanto protagonisti di un’avventura rocambolesca, ma incarnano un’idea dolcissima di dono. D’Alò dà vita a un mondo poetico e fantastico, in cui il piccolo Francesco, povero ma coraggioso, diventa simbolo di un’infanzia che non chiede ricchezze, ma attenzione e amore. Dario Fo e Lella Costa danno le voci a Scarafoni e alla Befana.
La gabbianella e il gatto: Con l’adattamento di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volarecelebre romanzo di Luis Sepúlveda pubblicato nel 1996, D’Alò firma uno dei film più amati dal pubblico italiano. Il rapporto tra Zorba e la piccola Fortunata contiene una delle più belle lezioni sulla cura, sull’accoglienza e sul coraggio di crescere. L’animazione si fa delicata, la musica accompagna i toni malinconici e la storia, senza moralismi, ricorda che amare significa aiutare l’altro a diventare ciò che è destinato a essere, anche quando questo comporta lasciarlo andare. Lo stesso Luis Sepúlveda dà la voce a Il Poeta, Carlo Verdone a Zorba e Antonio Albanese a il Grande Topo.
Momo: Con questo film d’animazione si porta sullo schermo l’universo filosofico di Michael Ende. I Signori Grigi, ladri del tempo, sono una metafora potentissima della modernità che divora ogni attimo. D’Alò costruisce un racconto sorprendente, che parla a chiunque si senta sopraffatto dalla fretta. La piccola protagonista, armata solo della sua gentilezza, restituisce valore allo sguardo, al gioco, all’ascolto. Tra gli altri nel cast dei doppiatori spiccano Erica Necci (Momo), Diego Abatantuono (Mastro Hora), Giancarlo Giannini (Presidente degli Uomini Grigi), Sergio Rubini (Vicepresidente degli Uomini Grigi) e Neri Marcorè (Uomo Grigio Agente 4587).
Opopomoz: Contro Opopomoz, D’Alò si tuffa nel presepe napoletano, mescolando tradizione partenopea, ironia e spirito natalizio. È un film divertente, ma anche tenero, in cui un bambino compie un viaggio per ritrovare il proprio cuore. Tra i doppiatori figurano Fabio Volo, Oreste Lionello, Tonino Accolla e altri nomi famosi.
Pinocchio: Il famoso burattino di legno conclude questo percorso con un ritorno alla grande letteratura: un adattamento visivamente ricco, fedele allo spirito di Collodi e animato da un immaginario che sa di fiaba antica.

