Finalmente il nuovo lavoro di Noè Baumbach è sbarcato su Netflix. Presentato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, Jay Kelly ha subito fatto parlare di sé, anche per la straordinaria interpretazione di George Clooneyin ottima forma, ma anche per la trama che va a scandagliare la profondità della famafacendo emergere i suoi lati più fragili.
Se negli Stati Uniti ha avuto un passaggio limitato in sala – più simbolico che sostanziale – in Italia il film non è mai arrivato al cinema: la produzione infatti ha scelto di puntare tutto sull’uscita in streamingrendendolo disponibile dal 5 dicembre. Una mossa che, da un lato, dispiacerà agli spettatori affezionati al grande schermo, ma che dall’altro permette al film di raggiungere un pubblico molto più vasto.
Prima della distribuzione globale, Jay Kelly aveva già stuzzicato la curiosità. Il motivo? George Clooney è tornato in un ruolo complesso e malinconico, mentre Baumbach, autore di Storia di un matrimonio e Francesca Hasembra intenzionato ad esplorare una nuova forma del suo cinema, sempre più interessato alle crisi personali e alle identità che si sgretolano sotto il peso delle aspettative.
La storia: un divo in fuga da se stesso
Al centro del film c’è Jay Kellycelebrità hollywoodiana intrappolata nel proprio mito. Clooney interpreta un attore che attraversa una fase di profonda disillusione: il successo non lo nutre più, la sua immagine pubblica ha preso il sopravvento sulla persona, e la fama è diventata una gabbia dorata. Accanto a lui c’è Ron, il manager che da anni lo accompagna in tutto e per tutto, interpretato da Adam Sandler, formando così un’insolita coppia per il cinema. Il loro rapporto fatto di affetto, esasperazione e un’amara ironia, rappresenta il fulcro del film.

Il viaggio promozionale in Italia — tra Toscana (Arezzo, Caorso, Pienza e la Val d’Orcia), Milano e varie tappe immerse nei nostri bellissimi paesaggi — diventa l’occasione per mettere a nudo ferite e fragilità. Proprio il viaggio fa da contrasto sui due mondi: quello ordinato delle conferenze stampa di New York e quello più libero del viaggio. Non ci sono colpi di scena plateali, ma un progressivo arrivare alla verità: dietro la patina da stella c’è un uomo che teme di aver perso la direzioneschiacciato dalla solitudine e dalla sensazione di essere rimasto indietro rispetto alla vita.
Non è un mistero quello di Jay Kelly sia uno dei titoli su cui Netflix punta per la stagione dei premi. Clooney potrebbe essere la carta vincente: la critica, già a Venezia, ha parlato di una delle sue prove più intense degli ultimi anni. Resta però da capire se il film riuscirà a imporsi in un’annata molto competitiva, in cui il grande caso stanno tornando aggressivi.

