Niente corsa per l’Oscar 2026 per Familiail film scritto e diretto da Francesco Costabile che racconta il dramma della violenza domestica. Il titolo, carico di aspettative, alimentato da mesi di festival, premi e dibattiti critici, si è scontrato in queste ultime ore con una risposta arrivata come una doccia fredda, lasciando più interrogativi che certezze.
Una notizia che pesa, soprattutto perché giunta in una fase ancora preliminare, quando il percorso verso la statuetta sembra appena iniziato. E invece, per il film scelto come portabandiera nazionale, la strada si interrompe qui.
Familia di Francesco Costabile non figura tra i quindici titoli selezionati dall’ Accademia delle arti e delle scienze cinematograficheche ha iniziato a urlare le 86 candidature ufficiali presentato dai vari Paesi. Una selezione durissima, che ogni anno lascia fuori opere di grande valore e ridisegna la mappa del cinema mondiale.
Un’esclusione che fa discutere
La scelta di puntare su Familia era arrivata lo scorso settembre, al termine di una selezione ampia e particolarmente competitiva. Nella rosa dei titoli valutati figuravano film firmati da alcuni dei nomi più riconoscibili del panorama italiano contemporaneo, ma alla fine era stata premiata l’opera di Costabile, ritenuta idonea a rappresentare urgenza tematica e forza cinematografica.

Parzialmente biografico, Familia prende spunto dal memoir Non sarà sempre così di Luigi Celeste e affronta un tema delicato ma molto attuale: la violenza domestica e le sue cicatricisoprattutto quando a pagare il prezzo sono i figli. Il ritorno improvviso di un padre violento all’interno del nucleo familiare diventa il detonatore di un racconto spigoloso e difficile che non ammette scorciatoie. Non è un film facile, né nelle immagini né nei silenzi, ed è forse anche per questo che ha diviso pubblico e critica.
Il percorso dell’opera, però, resta tutt’altro che marginale. Presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, Familia ha raccolto consensi importanti nel circuito dei premi nazionali: otto candidature ai David di Donatello 2025, con la vittoria di Francesco Di Leva come miglior attore non protagonista, e riconoscimenti anche ai Nastri d’Argento, dove sono stati premiati interpretazione e montaggio. Un curriculum solido ma che rende l’esclusione ancora più amara.
La lista dei candidati, intanto, disegna uno scenario dominato da produzioni sostenute da grandi distributori e piattaforme globali, da Netflix un Neonconfermando quanto la competizione sia sempre più influenzata più da strategie industriali che artistiche. Non tutto, però, è perduto. Un segnale incoraggiante arriva dal fronte dell’animazione: il cortometraggio Giocare a Dio di Matteo Burani è riuscito a entrare nella shortlist dedicata, mantenendo viva una presenza italiana, seppur in un’altra categoria. Un dettaglio che non cancella la delusione, ma che ricorda come la creatività continua a trovare strade alternative.
Le nomination ufficiali saranno annunciate il 22 gennaio 2026, mentre la cerimonia della 98ª edizione degli Oscar si terrà il 15 marzocon la conduzione di Conan O’Brien. Per Familia la corsa si è fermata, ma il dibattito sul film e sul suo impatto è tutt’altro che concluso.

