Il nuovo film di Paolo Sorrentino, La Grazia, è stata la pellicola di apertura dell’82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Il regista aveva già raggiunto l’evento nel 2001, quando la sua opera prima L’uomo in più era stato presentato nella sezione Orizzonti. Sempre a Venezia Sorrentino ha presentato l’iconico film La Grande Bellezzavincitore di Oscar e Golden Globe come Miglior Film Straniero. Ha inoltre presentato E’ stata la mano di Dio, che gli ha portato il Gran Premio della Giuria.
La trama e il cast del nuovo film La Grazia
Il protagonista indiscusso della pellicola è appunto Toni Servillo, che ha ormai firmato un vero e proprio sodalizio artistico con Paolo Sorrentino. L’attore napoletano è tra i volti più amati del panorama cinematografico italiano ed è ora chiamato a confrontarsi con il ruolo del Presidente della Repubblica. La Grazia ha inventato la figura di Mariano De Santisil Capo dello Stato è arrivato alla fine del suo mandato e che si trova di fronte all’attesa della fine di un percorso di responsabilità senza pari. Le sue normali e noiose attività vengono improvvisamente turbate da due domande di Grazia molto delicate, che riguardano appunto un disegno di legge sull’eutanasia. Delle domande che sono connesse al tema della fine vita.

De Santis si trova a discutere di questi argomenti con la figlia Dorotea, anche lei giurista. Nel cast ci sono anche altri attori di rilievo come Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Linda Messerklinger e Vasco Mirandola. Il film è stato girato prevalentemente a Torino, in alcuni dei posti più suggestivi del capoluogo piemontese, e anche a Roma. Prodotto da The Apartment e dalla Numero 10 di Paolo Sorrentino, è stato distribuito nelle sale da PiperFilm. In molti sperano di vedere il film in un Premio di prestigio per la pellicola, ma anche nella selezione dei film che rappresenteranno l’Italia agli Oscar.
Le parole del regista
“La grazia è un film sul dubbio e sulla necessità di praticarlo, soprattutto in politica e soprattutto oggi, in un mondo dove i politici si presentano troppo spesso con il loro ottuso pacchetto di certezze, spesso contraddette il giorno dopo, che provocano solo danni, attriti e risentimenti, minando il benessere collettivo e il dialogo. Anche la responsabilità, che riguarda tutti, dovrebbe caratterizzare l’essere politico: la sua latitanza lascia oggi lo spazio a inutili esibizionismi, a bordate muscolari dannose quando non apertamente pericolose”. Queste le parole del regista.

