Nel panorama delle serie thriller degli ultimi anni, poche produzioni sono riuscite a mantenere coerenza narrativa e capacità di reinventarsi lungo un arco di cinque stagioni. Voi rappresenta un caso quasi unico nel catalogo Netflix: un progetto nato altrove, consolidatosi in streaming e diventato nel tempo uno dei titoli più riconoscibili del genere psicologico.
La serie, basata sui romanzi di Carolina Kepnesdebutta nel 2018 su Lifetime prima di essere acquisita da Netflix, che ne rilancia la visibilità globale a partire dalla seconda stagione. È proprio sulla piattaforma che You trova la sua dimensione definitiva, trasformandosi in un fenomeno seriale capace di evolversi senza scambiare la propria identità.
Il punto di partenza è semplice ma efficace: seguire Joe Goldberglibraio colto e apparentemente affascinante che nasconde una personalità ossessiva e manipolatrice. Già nella prima stagione vengono introdotti elementi destinati a diventare iconici, come la “gabbia di vetro” e, soprattutto, il monologo interiore che permette allo spettatore di entrare direttamente nella mente del protagonista.
È proprio questa scelta narrativa a distinguere Voi da molti altri thriller. Il pubblico non osserva Joe dall’esterno, ma è costretto a condividere il suo punto di vista, ascoltando le sue giustificazioni e la sua distorta visione del mondo. Il risultato è un’esperienza ambigua: lo spettatore comprende i meccanismi psicologici del personaggio senza poterli legittimare.
Ogni stagione rielabora questa struttura di base. La seconda si sposta a Los Angeles e presenta Adoro Quinnfigura centrale per l’evoluzione della serie. La terza trasforma il thriller urbano in un dramma suburbano ambientato a Madre Linda, esplorando la dinamica di una coppia di serial killer. La quarta cambia ancora registro, trasferendo l’azione in Inghilterra e giocando con l’identità del protagonista. La quinta, infine, riporta la storia a New York, ma con un Joe radicalmente diverso rispetto agli esordi. Questo continuo cambiamento di ambientazione e contesto evita la ripetitività, mantenendo però costante il nucleo psicologico della serie.
Il successo di Voi passa inevitabilmente dall’interpretazione di Penn Badgley. L’attore riesce a costruire un personaggio che non cerca mai la simpatia dello spettatore, ma ne cattura l’attenzione attraverso una presenza magnetica e controllata. Joe è un anti-eroe figlio del suo tempo: consapevole delle dinamiche sociali, ossessionato dall’idea di amore romantico, convinto di essere nel giusto anche quando le sue azioni diventano estreme.
Il monologo interiore amplifica questa ambiguità. Joe si presenta come osservatore lucido e razionale, ma la narrazione mette progressivamente in luce le contraddizioni e le distorsioni della sua logica. È questo cortocircuito tra percezione e realtà a rendere la serie un thriller psicologico più che un semplice racconto criminale.
Accanto a lui, il cast di supporto ha contribuito a definire l’identità di ogni stagione. Elizabeth Lail, Vittoria Pedretti, Jenna Ortega e molti altri hanno dato spessore alle figure che orbitano attorno a Joe, evitando che la serie si riducesse a un monologo prolungato. In particolare, Love Quinn è diventata uno dei personaggi più complessi e apprezzati, rappresentando un contrappunto perfetto alla visione del mondo di Joe.
Uno degli aspetti più interessanti di Voi è il modo in cui ha sfruttato il modello binge-watching. La struttura degli episodi, costruita su cliffhanger regolari e svolte improvvisate, si presta perfettamente alla visione consecutiva. Allo stesso tempo, la scrittura mantiene una coerenza tematica che evita l’effetto puro accumulo.
Cinque stagioni dopo, la serie resta uno degli esempi più solidi di thriller psicologico in streaming. Non tanto per l’intensità delle singole scene, quanto per la capacità di combinare tensione, analisi dei personaggi e continua reinvenzione narrativa. In un mercato affollato di produzioni che puntano sull’impatto immediato, Voi ha dimostrato che il thriller può evolversi mantenendo un’identità forte. È questa combinazione di continuità e trasformazione ad aver ridefinito, almeno in parte, il modo in cui il genere viene percepito su Netflix.
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