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Dal surreale al visionario: ecco perché i film di Lanthimos sono imperdibili

Yorgos Lanthimos è uno dei registi più amati e talentuosi di questi anni: 4 film per scoprire il suo cinema.

Il cinema di Yorgos Lanthimos continua a distinguersi come una delle espressioni più originali e audaci del panorama cinematografico internazionale.

Il regista greco, recentemente celebrato per il successo di “Povera creatura!” (2023), ha consolidato la sua fama grazie a un linguaggio visivo e narrativo unico, capace di oscillare tra il surreale e il visionario per indagare con profondità i meccanismi del potere, l’alienazione e la complessità dell’identità umana.

L’estetica e temi ricorrenti nel cinema di Lanthimos

Lanthimos si caratterizza per una estetica stranafatta di inquadrature geometriche e ambientazioni asettiche, accompagnate da una recitazione volutamente algida che conferisce ai personaggi un solo di distacco e inquietudine. Le sue opere utilizzano frequentemente situazioni paradossali e grottesche che deformano la realtà, rivelando le dinamiche nascoste dietro le convenzioni sociali.

I suoi film sono spesso metafore potenti che riflettono su temi sociali e politici: la famiglia, il potere, il conformismo, e la manipolazione. Non manca un richiamo costante alla tradizione della tragedia greca, con personaggi che affrontano dilemmi morali estremi, proiettandosi in un contesto che oscilla tra il mito e il contemporaneo. Il tutto è attraversato da un umorismo nero, a volte crudele, che rende ancora più efficace la critica sottesa a ogni narrazione.

Povera creatura
Lanthimos, 4 film imperdibili del regista – Cineblog.it

“L’aragosta” (2015) ha rappresentato una svolta nel cinema distopico con la sua allegoria sociale sull’assurdità del conformismo amoroso. Ambientato in un futuro in cui i single devono trovare un partner entro 45 giorni o saranno trasformati in animali, il film esplora con ironia nera e surreale la mercificazione dei sentimenti. Lo stile rigido e la recitazione controllata amplificano la sensazione di straniamento, facendo emergere la critica sottile alla società contemporanea.

Contro “Il sacrificio del cervo sacro” (2017)Lanthimos si immerge nel mito tragico e nell’horror metafisico. Ispirato alla tragedia di Euripide, il film racconta la drammatica scelta di un chirurgo costretto a sacrificare un membro della sua famiglia per espiare una colpa. La pellicola si distingue per il suo tono glaciale e rarofatto, che trasforma un antico mito in un dramma moderno di forte impatto emotivo e morale.

Nel 2018 arriva “La favorita”una satira storica ambientata alla corte della regina Anna d’Inghilterra che dimostra la versatilità del regista. Qui il potere e la manipolazione si intrecciano in un gioco erotico e politico, accompagnato da un’estetica barocca e grottesca. Il film ha consacrato Lanthimos a livello internazionale, ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui premi prestigiosi a Hollywood, confermando la sua capacità di fondere ironia e crudeltà in un contesto storico.

L’ultimo lavoro, “Povera creatura!” (2023)rappresenta la maturità artistica di Lanthimos. Questa favola gotica e visionaria segue Bella Baxter, una giovane donna riportata in vita da uno scienziato, che esplora il mondo con occhi nuovi. Il film ha vinto il Leone d’Oro a Venezia e ha portato a Emma Stone un Oscar, segnando il riconoscimento definitivo del talento del regista. In quest’opera si uniscono l’assurdo e una profonda dimensione emotiva, dimostrando l’evoluzione di Lanthimos verso una narrazione più liberatoria e coinvolgente.

Lanthimos si distingue per la capacità di trasformazione generi diversi – dalla distopia alla tragedia, dalla satira storica al fantasy – in esperimenti cinematografici unici e immediatamente riconoscibili. La sua cifra stilistica, fatta di atmosfere rarefatte, ironia tagliente e un’attenzione quasi chirurgica alla composizione visiva, rende ogni sua opera un’esperienza intensa e originale.

L’approfondimento di tematiche complesse attraverso un linguaggio visivo che spiazza lo spettatore è ciò che lo rende uno dei registi più innovativi e influenti del cinema contemporaneo, capace di rinnovare costantemente la propria poetica senza perdere la propria identità artistica.

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