venerdì, Maggio 15, 2026
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Pochi lo ricordano, ma Deep Rising è un delirio adrenalinico

Nel tempo sono molti i film che hanno raccontato in declinazioni diverse l’incubo del ritrovarsi intrappolati in mezzo all’oceano con qualcosa di mostruoso nascosto sotto la superficie. Tuttavia pochi sono riusciti ad amalgamare tensione, paura e divertimento come Profonda crescitasottovalutato horror diretto da Stephen Sommers che, se alla sua uscita nel 1998 passò quasi inosservato, poi riuscì a trasformarsi negli anni in un vero e proprio dei cult del cinema horror anni ’90.

All’epoca critica e pubblico non seppero bene come inquadrarlo, decretandone il tonfo clamoroso al botteghino. Troppo folle per essere un disaster movie classico, troppo ironico per un horror puro e al tempo stesso troppo splatter per il grande pubblico. Tuttavia, è proprio questo caos perfettamente controllato a rendere ancora oggi così irresistibile.

La storia mette al centro il contrabbandiere John Finnegan, interpretato da Treat Williams, assoldato per trasportare un gruppo di mercenari armati fino all’Argonautica, gigantesca nave da crociera extralusso in viaggio nel Mar Cinese Meridionale. La situazione tuttavia precipita quando, una volta saliti a bordo, i mercenari trovano soltanto corridoi deserti e cadaveri ridotti all’osso, apprendendo le loro spese della presenza di una misteriosa creatura tentacolare trasforma l’Argonautica in un vero inferno galleggiante.

In Profonda crescita Stephen Sommers è riuscito a fondere influenze diversissime senza perdere mai il controllo del ritmo. Il film parte come un disaster movie anni ’70, si trasforma in un horror claustrofobico in stile Alienoprende in prestito la suspense de Lo squalo riuscendo anche a condire il tutto con l’ironia scanzonata tipica del miglior cinema d’azione di John Carpenter.

Un mix intrigante reso ancora più memorabile da un cast sorprendentemente affiatato. Oltre al suddetto Tratta Williams troviamo Famke Janssen, Djimon Hounsou, Wes Studi e soprattutto Kevin J. O’Connor, autentico mattatore comico del film, destinato a collaborare nuovamente con Sommers l’anno successivo in La mummia accanto a Brendan Fraser.

Certo, ad qualche sequenza in CGI tradisce inevitabilmente il peso degli anni, ma il lavoro sugli effetti pratici realizzato da Rob Bottin mantiene ancora un fascino sporco e viscerale che molti horror moderni hanno ormai perso. Tra tentacoli che fondono pareti metalliche, corpi divorati nel buio, corridoi allagati e creature gigantesche, Profonda crescita non si vergogna mai della propria natura da B-movie e, anzi, la abbraccia fino in fondo.

La cosa più sorprendente, però, è quanto il film riesca ancora a funzionare e sia a conti fatti maledettamente divertente. Non abusa dei jump scare, non nasconde il mostro per tutta la sua durata, e non si rifugia dietro l’ironia del meta-horror moderno. Nel fin dei conti, Profonda crescita vuole semplicemente essere un gigantesco luna park di sangue e adrenalina infestato da creatura marina assassina, riuscendoci nel modo migliore possibile.

Forse non sarà ricordato come un capolavoro assoluto del genere, ma Profonda crescita resta uno di quei film che incarnano alla perfezione l’anima più sfrenata e creativa dell’horror anni ’90. Un monster movie cafone, rumoroso e spassoso, ancora oggi capace di trascinare lo spettatore in un incubo acquatico che non fa prigionieri e che difficilmente potrà lasciarvi indifferenti.

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Foto: MovieStillsDB

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