Sta per approdare nelle vendite italiane Bravo ragazzoil nuovo lungometraggio diretto da Jan Komasa44enne regista candidato all’Oscar. La pellicola, distribuita nel nostro Paese da Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures, si presenta al pubblico come un thriller dalle tinte oscure: un’esplorazione che si inoltra nel cuore di tenebra spesso legato ai delicati temi del controllo e della libertà individuale.
Cast importante per questo film, con nomi di caratura internazionale. Vieni quello di Stephen Grahamattore britannico già vincitore di un Golden Globe e di un Emmy. Al suo fianco troveremo Andrea Riseboroughinterpreta sempre “born in the UK” che nel 2002 ha ricevuto il plauso della critica – e la candidatura all’Oscar – per la parte in A Leslie.
Il trio dei protagonisti è completato dalla partecipazione del giovane Anson Booninsignito di recente del Premio Vittorio Gassman come miglior attore alla Festa del Cinema di Roma. Ecco quando esce in Italia Bravo ragazzo e di cosa parla il film di Jan Komasa.
Quando esce in Italia e di cosa parla Bravo ragazzo
Bravo ragazzothriller psicologico diretto dal regista polacco Jan Komasa, arriverà nelle nostre sale cinematografiche il prossimo 6 marzo. La trama del film segue le vicende di un giovane criminale: Tommy, 19 anniuna vita segnata da teppismo, droga e violenza. Il teppista diciannovenne si separa dal suo gruppo al termine di una notte di eccessi.

Al risveglio Tommy (Anson Boon) si accorge di essere stato rapito e incatenato nel seminterrato di una casa isolata. Il ragazzo scopre di essere stato interno da tre carcerieri: Chris (Stephen Graham) moglie Kathryn (Andrea Riseborough) e il figlio Jonathan. Si tratta di una famiglia benestante ma decisamente disfunzionale.
La coppia ha pianificato il sequestro formato famiglia per sottoporre Tommy a una riabilitazione forzata e trasformarlo in un “bravo ragazzo”, un bravo ragazzo. Il protagonista si trova così intrappolato in una situazione kafkiana. Un dilemma per il malcapitato teppista, costretto a una scelta lacerante: tentare il rischio della fuga o assecondare i suoi aguzzini per evitare il peggio?
Una situazione che ricorda, in una cornice domestica e familiare, un grande classico come Arancia meccanicail capolavoro di Stanley Kubrick ispirato all’omonimo romanzo di Anthony Burgess. Nell’iconico lavoro di Kubrick il capo-drugo Alex viene sottoposto al trattamento Ludovicoun trattamento psichiatrico di “rieducazione” di chiara matrice skinneriana.
Un’Arancia meccanica privata e 2.0
Alex viene drogato e costretto a guardare immagini di estrema violenza. Nel frattempo gli viene indotta una nausea fortissima allo scopo di condizionarlo. L’obiettivo dei condizionatori di Arancia meccanica è quello di associare gli impulsi violenti a una insopportabile reazione fisica, così da rendere il protagonista “incapace” di compiere al maschio, impedendogli però anche di scegliere.
Bravo ragazzo ripresenta, sotto forma di violenza privata piuttosto che istituzionale o statale, gli stessi interrogativi sul rapporto tra libertà, controllo e condizionamento. Anche il film di Komasa mostra come certi “partigiani dell’ordine”, per dirla alla Graham Greene, finiscano per riproporre in forme ancor più oppressive la violenza che intendono eliminare dalla faccia della terra. L’ossessione “terapeutica” per la purificazione sociale porta così alla cancellazione della libertà.
«Good Boy è nato da un’idea che non riuscivo a togliermi dalla testa: in un mondo affamato di attenzione, la libertà è ancora desiderabile se nessuno ti vede? Sceglieremmo l’autonomia in solitudine o preferiremmo rinunciare alla libertà per il conforto di cure costanti?». Con queste parole il regista Jan Komasa delinea il perimetro del film in arrivo nelle sale italiane a marzo.

