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Smetto quando voglio dopo anni è ancora un gioiello: perché ha dato vita a una nuova era della commedia italiana

Smetto quando voglio ha cambiato il cinema italiano: la trilogia di Sidney Sibilia è ancora attualissima. Perché recuperarla.

Oggi Smetto quando voglio si può vedere gratuitamente su RaiPlay, ed è l’occasione perfetta per riscoprire un film che, a distanza di oltre dieci anni, continua a brillare come uno dei gioielli della commedia italiana contemporanea.

Non solo ha inaugurato una trilogia di successo, ma ha anche cambiato il modo di raccontare la comicità nel nostro Paese, aprendo una nuova stagione di cinema popolare intelligente e sorprendente.

Smetto quando voglio, la trilogia che ha cambiato la commedia italiana

Quando uscì nel 2014, Smetto quando voglio di Sydney Sibilia fu una vera rivelazione. Nessuno si aspettava che una commedia italiana potesse mescolare con tanta efficacia ironia, azione e critica sociale. La trama ruota attorno a Pietro Zinni, un ricercatore universitario precario che, insieme a un gruppo di colleghi disoccupati, decide di mettere a frutto le proprie competenze scientifiche per creare una nuova droga legale.

Il film è una satira pungente sull’Italia della crisi, sui cervelli sprecati e sulla precarietà del lavoro intellettuale. Maè anche una commedia irresistibile, capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo. La regia dinamica, il ritmo serrato e la scrittura brillante hanno reso Smetto quando voglio un fenomeno culturale, dimostrando che la commedia italiana poteva tornare a essere innovativa e dirompente.

Il successo del primo film portò alla nascita di una trilogia, completata da Smetto quando voglio – Masterclass (2017) e Smetto quando voglio – Ad honorem (2017). Masterclass riprende i protagonisti e li catapulta in una nuova avventura, questa volta coinvolta dalla polizia per smantellare altre organizzazioni criminali. Il tono diventa più azione, con sequenze spettacolari e un respiro internazionale.

Ad honorem chiudendo la saga con un finale epico, riportando i protagonisti in carcere e affrontando il tema della responsabilità delle proprie scelte. La trilogia ha creato un vero e proprio universo narrativo, con personaggi memorabili e un intreccio che mescola commedia, crimine e satira sociale. È stata paragonata, per struttura e ambizione, alle grandi saghe internazionali, pur mantenendo un’anima profondamente italiana.

Smetto quando voglio
Perché Smetto quando voglio ha segnato una nuova era del cinema italiano – Cineblog.it

La forza di Smetto quando voglio e dei suoi sequel sta nell’aver reinventato la commedia italiana. Per anni il genere era rimasto ancorato a schemi tradizionali, spesso legati alla commedia romantica o alla satira di costume. Sibilia ha invece introdotto un linguaggio nuovo: ironico ma sofisticato, capace di dialogare con il cinema internazionale senza perdere identità. La comicità nasce dal contrasto tra l’intelligenza dei protagonisti e la loro condizione di emarginati. Sono scienziati, archeologi, linguisti, chimici, ma costretti a sopravvivere con lavori precari. La loro decisione di diventare criminali è al tempo stesso assurda e credibile, e proprio da questa contraddizione scaturisce la risata.

Nessuno si aspettava che un film del genere potesse avere tanto successo. Eppure, Smetto quando voglio ha dimostrato che il pubblico italiano era pronto per una commedia diversa, più audace e più vicina alla realtà. Uno degli elementi che hanno reso la trilogia indimenticabile è il cast, davvero stellare. Edoardo Leo interpreta Pietro Zinni, il leader del gruppo, con una miscela di ironia e malinconia che lo rende credibile e umano. Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Libero De Rienzo, Giulia Bevilacqua e molti altri compongono un ensemble perfetto, dove ogni personaggio ha una sua funzione comica e narrativa.

La coralità del cast è uno dei punti di forza: non c’è un protagonista assoluto, ma un gruppo di anti-eroi che funziona come una vera banda. Questa scelta ha permesso di creare un equilibrio raro, dove ogni attore contribuisce con il proprio talento a costruire un mosaico irresistibile. Molti di loro, dopo Smetto quando voglio, hanno consolidato la propria carriera, diventando volti di riferimento del cinema e della televisione italiana.

A distanza di anni, Smetto quando voglio resta attualissimo. La precarietà del lavoro intellettuale, la fuga dei cervelli, la difficoltà di valorizzare il talento sono temi che continuano a segnare l’Italia. La commedia di Sibilia non ha perso forza, perché racconta problemi che non sono stati risolti. Inoltre, il film ha un ritmo e una freschezza che lo rendono moderno anche oggi. Non è invecchiato, anzi: sembra parlare direttamente al presente, con la stessa energia di quando uscì. La sua capacità di mescolare generi, di unire comicità e azione, lo rende ancora un modello per il cinema italiano contemporaneo.

Smetto quando voglio non è solo un film, ma l’inizio di una trilogia che ha cambiato la commedia italiana. Ha dimostrato che si poteva ridere e riflettere allo stesso tempo, che la comicità poteva nascere dalla realtà più dura e che il cinema italiano poteva tornare a essere innovativo. Con un cast stellare, una scrittura brillante e una regia dinamica, la trilogia di Sydney Sibilia ha aperto una nuova era della commedia. E oggi, grazie a RaiPlay, possiamo riscoprirla gratuitamente, ricordando perché Smetto quando voglio è ancora un gioiello che brilla e continua a parlare al nostro presente.

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