martedì, Giugno 16, 2026
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Toy Story, 5 curiosità sulla saga Pixar

Manca pochissimo all’uscita di Storia di giocattoli 5il nuovo capitolo della saga Pixar che riporterà al cinema Woody, Buzz Lightyear, Jessie e gli altri giocattoli. Questa volta, al centro della storia, ci sarà una sfida molto attuale: il confronto con la tecnologia, incarnata da Lilypad, un tablet intelligente destinato a cambiare il rapporto tra Bonnie ei suoi giocattoli. Un ritorno che rende ancora più interessante guardare indietro alla storia del franchise, nato nel 1995 con il primo lungometraggio interamente animato al computer e diventato negli anni uno dei simboli più riconoscibili dell’animazione contemporanea.

Tutti conoscono l’amicizia tra Woody e Buzz, il commovente addio di Andy in Storia di giocattoli 3 o la scelta finale del cowboy in Storia di giocattoli 4. Ma la saga Pixar è piena anche di dettagli meno immediati, curiosità produttive, easter Egg e collegamenti con altri film dello studio. Alcuni sono diventati veri marchi di fabbrica per gli spettatori più attenti, altri raccontano quanto Storia del giocattolo sia sempre stato molto più di una serie di avventure per bambini: un laboratorio narrativo e tecnico attraverso cui Pixar ha costruito la propria identità. Ecco cinque curiosità che solo i veri fan conoscono davvero.

Pizza Planet doveva essere un minigolf

Uno dei luoghi più iconici del primo Storia del giocattolo non era stato pensato, all’inizio, come lo conosciamo oggi. Pizza Planet, il locale a tema spaziale in cui Woody e Buzz finiscono durante la loro fuga, nelle prime versioni della storia non era una pizzeria intergalattica, ma un posto legato al minigolf. Il cambiamento arrivò quando Buzz Lightyear divenne sempre più centrale nel film e nella dinamica con Woody. La trasformazione del locale in Pizza Planet non fu quindi soltanto una scelta estetica. Serviva alla storia. Buzz, ancora convinto di essere un vero Space Ranger e non un giocattolo, poteva scambiare quel ristorante pieno di razzi, alieni e richiami fantascientifici per uno spazioporto. Da lì nasce uno dei momenti più riconoscibili del film, con i due protagonisti che cercano di tornare da Andy passando attraverso un mondo completamente coerente con l’immaginario di Buzz.

Quella modifica ha lasciato un’enorme eredità. Il furgone di Pizza Planet è diventato uno degli easter Egg più celebri dell’universo Pixar, apparendo nel corso degli anni in molti altri film dello studio. Un dettaglio nato per risolvere una necessità narrativa si è trasformato così in un piccolo gioco ricorrente per il pubblico, una firma nascosta capace di collegare mondi diversissimi tra loro.

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Toy Story 2 è pieno di autocitazioni Pixar

A proposito di autocitazioni, Storia di giocattoli 2 non si limita a proseguire la storia di Woody e Buzz. È anche uno dei film Pixar più ricchi di riferimenti internipiccoli segnali diffusi per chi conosceva già il percorso dello studio. Nella scena in cui Hamm cambia canale alla televisione cercando la pubblicità di Al’s Toy Barn, compaiono richiami ai primi cortometraggi Pixar, tra cui Giocattolo di latta, il sogno di Red e Luxo Jr. Non sono semplici citazioni decorative: sono un modo per ricordare da dove era Pixar prima di diventare sinonimo di lungometraggi animati. Il film contiene anche altri elementi diventati familiari per gli appassionati. C’è la Pixar Ball, la pallina gialla con la stella rossa e blu nata proprio da Luxo Jr.; c’è il codice A113riferimento all’aula del CalArts frequentata da molti animatori; c’è ancora il furgone Pizza Planet, ormai trasformato in un vero marchio nascosto dello studio. In Al’s Toy Barn, inoltre, si possono notare giocattoli ispirati ad Una vita da insetto – Megaminimondoil secondo lungometraggio Pixar uscito appena l’anno prima.

Storia di giocattoli 2 è importante anche per questo: segna il momento in cui Pixar comincia a costruire una memoria interna riconoscibile. Ogni film può vivere da solo, ma allo stesso tempo dialoga con gli altri attraverso oggetti, codici, immagini e rimandi. Per i fan, cercarli è diventato parte dell’esperienza. Per lo studio, era un modo discreto per trasformare la propria storia in un linguaggio comune.

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Tanto era già apparso in Up prima di Toy Story 3

Lots-o’-Huggin’ Bear, per tutti Lotsoè uno dei personaggi più inquietanti della saga. In Storia di giocattoli 3 appare come un orso rosa profumato alla fragola, apparentemente accogliente, che in realtà governa l’asilo Sunnyside come una prigione. La sua storia personale, segnata dall’abbandono e dal rancore, lo rende una sorta di versione oscura delle paure che hanno sempre attraversato Toy Story: essere sostituiti, dimenticati, messi da parte. Non tutti, però, sanno che Lotso era comparso già prima dell’uscita di Storia del giocattolo 3. Lo si può intravedere in Susotto il letto di una bambinanella sequenza in cui la casa di Carl si solleva in aria trascinata dai palloncini. È uno degli esempi più noti della tradizione Pixar di anticipare personaggi o oggetti di film successivi, lasciando piccoli indizi nascosti per gli spettatori più attenti.

Il collegamento tra Su e Storia di giocattoli 3 non si ferma qui. Nel terzo capitolo della saga, sulla bacheca di Andy, confronta anche una cartolina di Carl ed Elliei protagonisti del film diretto da Pete Docter. È un dettaglio minuscolo, ma significativo: Pixar usa spesso questi rimandi non solo come gioco visivo, ma anche come modo per creare una continuità affettiva tra storie molto diverse. In questo caso, il legame funziona anche a livello tematico, perché sia Su sia Storia di giocattoli 3 parlano del tempo che passa, della perdita e della necessità di lasciare andare.

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Bo Peep ha una storia segreta raccontata in un corto

Bo Pep è uno dei personaggi che cambiano di più nel corso della saga. Nei primi due Storia del giocattolo è legata alla cameretta di Andy e al rapporto con Woody, mentre nel terzo film la sua assenza viene spiegata solo di sfuggita: non è più tra i giocattoli del bambino. Quando ritorna in Storia di giocattoli 4però, è completamente diverso. Non è più soltanto la pastorella elegante e rassicurante dei primi capitoli, ma una giocattola smarrita, indipendente, abituata a muoversi fuori dalle regole della cameretta. Per spiegare cosa le sia successo in quegli anni, Pixar ha realizzato Vita della lampadaun cortometraggio uscito su Disney+ nel 2020. Il filmato ricostruisce il percorso di Bo Peep dopo la separazione da Woody e prima del suo ritorno nel quarto capitolo. È una curiosità importante perché colma uno dei vuoti narrativi più evidenti della saga e permette di capire meglio la trasformazione del personaggio.

Il cambiamento di Bo Peep è centrale anche per il percorso di Woody. In Storia di giocattoli 4lei gli mostra una possibilità che il cowboy non aveva mai considerato davvero: vivere senza appartenere a un solo bambinoaiutando altri giocattoli e scegliendo una forma diversa di libertà. Il corto Vita della lampada diventa quindi più di un semplice extra per fan. È un tassello che arricchisce il significato del quarto film e rende più chiaro perché Bo sia diventata una figura decisiva nella scelta finale di Woody.

Storia di giocattoli 4 è stato uno dei film Pixar più complessi da realizzare

Il primo Storia del giocattolo è ricordato come una rivoluzione tecnologica perché fu il primo lungometraggio interamente animato al computer. Ma la saga ha continuato a spingere in avanti l’animazione anche molti anni dopo. Storia di giocattoli 4uscito nel 2019, è stato uno dei film tecnicamente più complessi mai realizzati da Pixar fino a quel momento, con una quantità enorme di dettagli visivi, materiali, superfici e ambienti da gestire. Basta pensare alle differenze tra i luoghi del film: la cameretta di Bonnie, il camper, il negozio di antiquariato, il luna park, gli oggetti impolverati, i vetri, le luci, la porcellana di Bo Peep, la plastica di Forky, i tessuti e le superfici consumate dei giocattoli. Ogni materiale doveva avere un comportamento visivo credibile, senza perdere lo stile caldo e riconoscibile della saga. Anche per questo Storia di giocattoli 4 rappresenta una tappa importante: non solo perché riapre una storia che molti consideravano conclusa con il terzo capitolo, ma perché aggiorna ancora una volta il linguaggio tecnico del franchising.

Ed eccoci al ritorno della saga con Storia di giocattoli 5. La serie di film nata per dimostrare che il computer poteva dare vita a un lungometraggio animato torna ora con un film in cui i giocattoli devono confrontarsi con la tecnologia dentro la storia stessa. Dal primo Storia del giocattolo al nuovo capitolo, il paradosso resta affascinante: Pixar ha usato la tecnologia per rendere vivi i giocattoli, e ora porta quei giocattoli a chiedersi quale posto possano avere in un mondo sempre più dominato dagli schermi.

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